
Piero Gobetti lo definì: "La più bella penna del fascismo", parliamo di Kurt Erich Suckert, noto a tutti con lo pseudonimo di Curzio Malaparte (1898-1957), uno degli intellettuali italiani più discussi della prima metà del secolo scorso.
Per comprendere meglio, la sua figura intellettuale articolata e complessa, il 2 marzo scorso è stata inaugurata a Milano, presso i locali della Fondazione Biblioteca di via Senato, una mostra a lui dedicata in collaborazione con il Comune di Prato.

Rassegne

Un evento particolare è stato organizzato dal Comando Regionale umbro della Guardia di Finanza, in collaborazione con il Museo Storico della GdF, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, insieme alle Sovrintendenze ai Beni Archeologici di Perugia, Roma e Firenze, l'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato di Roma e la Banca d'Italia.





