
Sono esposti capolavori per raccontare tre secoli di somma pittura. Questa è l'unica certezza che anima l'importante rassegna intitolata: "Fiori. Natura e Simbolo dal Seicento a Van Gogh".
L'evento vanta esperti di rilievo: Daniele Benati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti, da qualche tempo impegnati a selezionare le opere più significative per questo straordinario excursus nella bellezza e nel genio.
La "Fiasca fiorita" è il titolo di una magnifica opera conservata nei Musei del San Domenico di Forlì.
Partendo da questo capolavoro si ripercorrono tre secoli di pittura.
Tutto questo è: "Fiori. Natura e Simbolo dal Seicento a Van Gogh",mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune.
Protagonista assoluto l'elemento floreale con il suo rilievo simbolico e la sua intensità .
La rassegna, in programma dal 24 Gennaio fino al 20 Giugno 2010, si propone di raccontare la storia della pittura floreale, creando un percorso che va dal Naturalismo caravaggesco di fine Cinquecento, alle valenze simboliche della natura che coinvolgono essenzialmente le correnti artistiche del Romanticismo, Realismo, Impressionismo,fino a raggiungere il Simbolismo.
Si approfondirà l'elemento floreale anche all'interno delle Avanguardie storiche alle soglie del XIX secolo.
Come ha spiegato uno dei curatori dell'evento Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani e Presidente del Comitato Scientifico del Museo San Domenico: "Il punto di partenza è la "Fiasca fiorita". Un quadro di autore ignoto, attribuito in passato(secondo me sbagliando) a Cagnacci e a Caravaggio. Un' opera del genere naturalistico, dipinta tra il 1610 e il 1620-25. Chi lo ha dipinto, voleva esprimere un concetto filosofico, che è quello della vanità (il quadro raffigura alcuni gigli in una fiasca rovinata). I fiori sono bellissimi ma nell'arco di un solo giorno deperiranno[...]. I fiori, sono il fil rouge della mostra. Da quest'opera ha aggiunto Paolucci, partiremo per un organizzare un giro d'orizzonte sul destino del fiore. Da elemento di bellezza vulnerabile a simbolo di angoscia (così lo ha dipinto Klimt), fino al delirio fiammeggiante de "I Girasoli" di Van Gogh".
Anche se il quesito sulla paternità del quadro è destinato, probabilmente, a rimanere insoluto una cosa è sicura: si tratta di un quadro eseguito, non da uno specialista, appartenente cioè al gruppo dei cosiddetti "Fioristi", ma da un grande maestro appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, dedita alla rappresentazione della figura umana, alla pittura sacra, a quella storica e al ritratto.
I capolavori di Caravaggio, Cagnacci, Gentileschi, Dolci e di altri grandi pittori che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori con lo straordinario caso di Rembrandt, nel bellissimo ritratto della moglie, aiuteranno, se non a risolvere, ad avvicinarsi al mistero racchiuso nel segreto della straordinaria bellezza dell'opera in questione.
Le opere selezionate, dimostreranno, come i quadri di fiori o di figura, dove l'elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale uguale se non superiore alla figura, raggiunge un'intensità e un'originalità estetica assai maggiore, rispetto alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei "Fioristi".
Nel Settecento, il tema sembra scomparire per giungere a una forte e decisiva ripresa nel corso dell'Ottocento.
Tutto questo dimostra che, mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione, fortemente specifica, inevitabilmente commerciale, saranno proprio i protagonisti dei grandi movimenti della pittura moderna, (dal Romanticismo al Simbolismo), a reinventare il genere dandogli un nuovo significato.
Appiani, Runge, Hayez, Delacroix e Courbet, Bazille e Fantin-Latour, Manet e Monet, Cézanne e Renoir, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin e Klimt, Van Gogh e Previati saranno presenti con quadri di fiori o di figure, caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ispirati soprattutto dalla volontà , tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi, sostituendo a valori di contenuto quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche, la magia della pura visione dell'occhio dell'artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell'arte.
Ricordiamo inoltre che, la prima parte della rassegna approfondirà la continuità degli interessi botanici nella società e nella cultura forlivese, tra il prezioso giardino fatto allestire da Caterina Sforza alla fine del Quattrocento e il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 - 1823). Le sue tavole illustrate di fiori saranno confrontate con i dipinti di alcuni dei maggiori "Fioristi" del Settecento e dell'Ottocento.
A conclusione, una precisazione doverosa, il percorso espositivo si articolerà all'interno delle grandi sale che costituiscono la biblioteca del Convento di San Domenico e nelle stanze del piano terra.
Â
Ulteriori informazioni sulla mostra:"Fiori. Natura e Simbolo dal Seicento a Van Gogh":
Â
Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro
Forlì
Â
Per informazioni e prenotazioni:
Tel: 0543-1912030
199-199-111
Dall'estero: +39 041 2719013
Sito web: www.mostrafiori.com
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Â
Periodo: Dal 24 gennaio al 20 giugno 2010.
Â
Orari: Da martedì a venerdì dalle 9:30 alle 19:00
Chiusura biglietteria ore 18:00.
Sabato e domenica dalle 9:30 alle 20:00
Chiusura biglietteria ore 19:00.
Chiuso: il lunedì
Ingresso: Informarsi telefonicamente.
Â
Scritto da Annapaola Di Ienno




